mercoledì 31 marzo 2010

Endless Night: Capitolo2: Delusione

Mi trovavo alla finestra. Guardavo la pioggia smettere di battere sul terreno sterrato di fronte a casa mia. Era mezzanotte, e il temporale era finalmente finito. Era ora di andare a caccia.
“Ragazzi, scusate un secondo, dovrei andare a svegliare Nessie” dissi ai membri della mia famiglia ,e non,presenti nel salotto, ognuno intento in una propria attività silenziosa.
“Fai pure” disse Tanya. Il clan di Denali era venuto a farci visita in occasione del mio compleanno verso le nove, il che aveva portato altri cinque regali che avrei preferito non ricevere. Molto carino era stato quello di Kate, ovvero un ciondolo con dentro scritto: - Sembro ancora una neonata anche se sono 9 anni che sono stata trasformata -. Mi aveva fatto ridere. Sciolsi l’abbraccio di Edward e in meno di qualche secondo fui al piano di sopra e, aprendo delicatamente la porta, entrai nella stanza di Renesmee.
Ripensai ai primi giorni in cui ci eravamo trasferiti nel New Hampshire. Nessie era abbastanza cresciuta da poter decidere in che modo organizzare la propria camera.
“La voglio uguale alla tua, mamma” mi aveva detto.
“Alla mia?” le avevo domandato, perplessa. Davvero non sapevo cosa intendesse.
“Si. Uguale alla stanza che tu avevi a Forks” mi aveva specificato con un sorrisetto infantile.
“Non preferiresti…”avevo tentato. Non avevo mai amato molto la mia camera di Forks. In fondo era solo una stanzetta accomodata per una bambina di pochi mesi, che poi mi ero portata dietro anche alla maggiore età. Invece a Edward era sempre piaciuta.
“Mamma, per favore” aveva chiesto mia figlia con aria supplichevole. Non potevo dire di no di fronte ad un’espressione così dolce.
“D’accordo, se a te va bene…” avevo cercato di accontentarla, ma ancora riluttante. Avevo dei ricordi stupendi di Forks, ma una specie di vocina dentro me,non voleva che la sua stanza fosse come la mia.
“Grazie!” aveva urlato saltandomi addosso felicissima. Adesso la vocina era sparita, vedendola tanto contenta. In effetti, nella sua stanza attuale, era tutto uguale alla mia vecchia stanza di Forks: il letto, la scrivania, il parquet a terra, vi era anche lo stesso colore alle pareti, ma la qualità era decisamente migliore di quella della mia vecchia stanza.
Renesmee era diversa dalle ragazze della sua età, tralasciando ovvi motivi quali l’essere una mezza vampira. La nostra famiglia era ricca. Ma a lei non importava più di tanto. Era semplice, le bastava poco per essere felice. Mi avvicinai al letto e cominciai a parlarle a bassa voce.
“Nessie, piccola. E’mezzanotte, devi alzarti” le sussurrai. Aprì gli occhi quasi di scatto.
“Mamma” disse, ancora assonnata, ma alzandosi velocemente.
“Si tesoro. Su vai a lavarti e poi vestiti che dobbiamo andare” le raccomandai. Mise su un sorrisetto angelico, poi corse fuori dalla stanza dicendo: “Ok!”.
Io risi del suo entusiasmo, poi uscii dalla stanza con passo lento, strano per me, e ad attendermi ai piedi della scala c’era Edward, il mio eterno amore.
“Si è svegliata?” mi chiese, paterno nei confronti della figlia che adorava.
“Si, è tutto a posto. Tra poco sarà qui” lo rassicurai. Mi lasciai andare nell’abbraccio che mi aveva offerto,scendemmo di sotto.
“Bella? Siete proprio sicuri di voler andare via per l’estate? Qui senza di voi è un mortorio. Kate e Garrett non si staccano un secondo l’uno dall’altra! Per non parlare di Carmen ed Eleazar, non sono mai a casa! Dicono: -Per mantenere vivo un rapporto niente è meglio di una sana avventura-!” concluse imitando la voce bassa di Eleazar alla perfezione, tenendo l’indice in su, per rendere meglio l’idea, come era solita fare. Tanya ed io eravamo diventate amiche, e sinceramente mi dispiaceva che tra noi fosse l’unica scapola. Io avevo Edward, Alice Jasper, Rosalie Emmett, Esme Carlisle, Kate Garrett, Carmen Eleazar e perfino Nessie poteva contare su Jake. Si sarebbe depressa da sola, lei?
“Tanya, la crescita di Nessie si è del tutto arrestata, perciò crediamo opportuno che anche lei, quando naturalmente si sentirà pronta, venga a scuola con noi” le dissi. Mise su uno di quei bronci terribili, che mi fecero valutare l’idea di portarla con noi a Forks.
“A scuola? Con voi? Davvero?!” gridò Nessie dalle scale. Non credevo avesse un udito così fine, non stavamo parlando ad alta voce. Io volevo conservare quella sorpresa (idea sempre) per un’altra occasione. Renesmee saltò dal quartultimo gradino buttandosi su Edward. Un uomo normale molto probabilmente sarebbe caduto a terra con un tonfo enorme, ma Nessie non era abituata agli uomini normali. Edward le disse: “Sorpresa!” e se la mise sulle spalle come faceva quando era piccola, ed entrambi risero.
“Si tesoro. Se lo desideri…” le disse in seguito.
“Certo che lo desidero papà! Come potrei..?” strillò, poi cadde dalle spalle di Ecward, per il troppo dimenarsi. Fui io a prenderla al volo. Rise.
“Capisco, Edward. Non c’è nessun modo per convincervi a rimanere un altro anno ancora?” si intromise Tanya. Nei suoi occhi vi era una profonda tristezza, il che mi spiaceva parecchio. Nonostante avesse ancora una piccola cotta per Edward la consideravo una vera amica, dopo tutto quello che aveva fatto per noi… per Renesmee…
“Temo proprio di no, Tanya. Ma ci sarebbe un’altra maniera per evitare di lasciarti sola…” le dissi, continuando a valutare una certa idea.
“Parla!” urlò con voce acuta. Fece ridere tutti nella stanza, ma per prima Alice, che le stava dietro e ascoltava in silenzio.
“Beh…” cominciai “… potresti venire tu con noi”
“E lasciare tutti quanti soli?” la sua espressione da malinconica si fece molto pensierosa. I suoi occhi si soffermarono ad osservare le venature del tavolo della cucina e le mani le scivolarono sotto il mento. Si appoggiò sul tavolo, ed i riccioli biondo fragola le coprirono il viso.
“Da quello che hai appena detto non mi pare che saranno così soli” le ricordai, e sul suo viso spuntò un mezzo sorriso isterico.
“Hai ragione! Datemi solo il tempo di preparare le valigie, sistemare la casa, avvertire gli altri e …” esclamò.
“Abbiamo sentito” fecero in coro Carmen, Eleazar, Kate e Garrett ridendo. Tanya era talmente felice che si mise a danzare per la stanza, roteando come una ballerina, con la stessa, se non maggiore, grazia di Alice. Mi fece ridere a crepapelle, e solo dopo mi accorsi che Nessie e Edward avevano ripreso a giocare come bambini.
“Tanya? Non partiamo oggi” le ricordai.
“Oh, giusto, mi ero lasciata prendere dall’entusiasmo” si bloccò all’istante, accomodandosi su una delle sei sedie del tavolo. Non mi ero accorta del tempo che passava. Del resto, ormai non aveva più molto senso per me. Girai la testa di scatto. Erano le dodici e trentasette, e se non ci fossimo sbrigati non avremmo avuto abbastanza tempo per nutrirci. Cosa che non volevamo.
“Edward?” lo chiamai, con la domanda implicita: “Su! Andiamo!?”
“Si, andiamo” disse, togliendosi Nessie dalle spalle sorridente. Era evidente quanto Edward ormai mi conoscesse. Non era in grado di leggermi nel pensiero se non lo desideravo, ma sapeva comprendere alla perfezione il mio volto, il mio modo di essere. Ormai anche per lui, oltre che per mia madre, ero un libro aperto, anzi, spalancato. Cominciai a procedere in direzione della porta aspettando che qualcuno mi seguisse, ma nessuno mosse un passo, escludendo Edward. Nessie parlava con Rosalie della sua nuova auto, per la quale impazziva, Emmet e Jasper stavano facendo una scommessa su chi avrebbe preso il maschio di alce più grosso e sentivo i passi lievi di Alice che danzava per la sua stanza, e di sicuro era intenta a scegliere un vestito che si intonasse con i colori della foresta. Era andata via senza che me ne accorgessi?? Carlisle ed Esme sarebbero rimasti a casa, non cacciavano quella sera, erano andati fuori poco tempo prima.
“Ehi! Vogliamo fare giorno?!” mi spazientii “Non andremo a scuola per più di una settimana, quindi se non vogliamo perdere tempo ed arrivare in orario sarebbe meglio che partissimo adesso. Alice ha detto che probabilmente dovremo procedere per parecchi chilometri prima di trovare qualcosa che possa minimante soddisfare la nostra sete, perciò vi ordino di muovervi!” conclusi incrociando le braccia sul petto. Emmett sghignazzò: “Scusaci. L’abbiamo fatto apposta” rise poi ancora. Cercai di colpirlo con la mano ma fui bloccata. Niente da fare: Em era troppo veloce e forte. Fece un sorrisetto e mi lasciò andare. Tutti sgranarono gli occhi, tranne Edward che tentava di nascondere una risata tossendo, come se non mi avessero mai sentita parlare in quei toni ne aggredire nessuno. Probabilmente era proprio così. Uscirono tutti alla velocità della luce,correndo verso la foresta. Jacob, già sottoforma di lupo, mi lanciò uno sguardo interrogativo al quale risposi scuotendo la testa. Tralasciare era la cosa migliore. Feci cenno ad Edward di seguire il gruppo. Come Alice aveva previsto, ci spostammo notevolmente in confronto alle volte passate. In effetti eravamo numerosi e la natura cominciava a risentirne, il che mi portò alla conclusione che partire per qualche tempo era la cosa migliore. Lì, un po’ come a Forks, si trovavano alci e cervi e, se si era fortunati, a volte degli orsi. Ma era raro, e questo Emmett non lo sopportava. Lui adorava il grizzly.
Partii anche io per la caccia, ultima in queste foreste.

Uccisi quattro maschi di alce, uno dei quali era il più grosso tra tutti gli esemplari presi fino a quel momento, mandando a monte la scommessa di Emmet e Jasper, sentivo che il mio corpo non avrebbe potuto contenere un’altra goccia di sangue. Ero piena. Certo, ci eravamo spinti fino in Alaska, ma ne era valsa la pena. Negli anni ero migliorata nella caccia, i miei vestiti erano perfetti come quando li avevo indossati, tuttavia avevo ancora qualche problema con i capelli, ma si sarebbe risolto anche quello col tempo. Guardai Nessie mentre litigava per l’ultimo maschio con Jacob.
“No! L’ho visto prima io! Ehi Jake! Smettila di fare il cucciolo! Ormai hai un’età!” lo prese in giro lei. Lui non parve offeso, ma emise un guaito di sfida. I due si distrassero solo un secondo e… vidi l’alce sparire per poi ricomparire fra le braccia di Emmett.
“Non volevate decidervi ragazzi… mi dispiace” rise lui, pronto a nutrirsi. Era decisamente soddisfatto della sua impresa ma, evidentemente, non conosceva molto bene mia figlia.
“Oh, non ti preoccupare Emmett, io mi rifarò la prossima volta. Tu sarai anche il più forte… ma io sono, dopo papà certo, la più veloce. Al posto tuo… io non abbasserei la guardia>> lo minacciò, avvicinandosi. Lui si tolse dalla posizione di caccia solo per risponderle. Gli occhi di Jake si illuminarono,stava sorridendo. Si mise in posizione.
“Uh, che paura, nipotina” la derise Emmett. Poi Jake lanciò inaspettatamente Emmett ad almeno quattro metri di distanza da loro, e Nessie prese l’alce per poi dissanguarlo,rapidissima.
“Ti avevo avvertito, zietto… ma non mi stai mai a sentire…” disse, asciugandosi la bocca insanguinata con la manica del maglione verde che indossava. Poi corse via con Jake.
“Già, già” disse Emmet in tono irritato, al nulla che aveva davanti. Evidentemente quella non era la sua serata. Io feci un sorrisetto, ed Emmett evitò il mio sguardo correndo a Est.
Anche Edward finì presto, così noi due ci sdraiammo sotto le fronde di un albero, aspettando che tutti terminassero, guardandoci intensamente negli occhi, senza parlare. Uno di quei momenti eterni ma allo stesso tempo estremamente brevi e di un’intensa bellezza. Gli altri continuarono a cacciare fin quando non spuntarono le prime luci dell’alba, e poi tornammo a casa.
“Papà? Quando credi che potrò venire a scuola con te e mamma?”chiese Nessie sulla soglia della porta, impaziente quasi più di Tanya qualche ora prima. Ormai la sua crescita si era del tutto bloccata (1.73 di altezza,decisamente più alta di me!)e sapevamo quanto le sarebbe piaciuto poter venire a scuola assieme a noi. Sempre come nostra sorella sarebbe apparsa, però.
“Beh, quando ti sentirai pronta” le ripetei.
“Io sono nata pronta… più o meno” guardò la sua mano intrecciata in quella di Jake. Arrossì. Per loro era normale tenersi per mano, ma Nessie non si era accorta di come la stesse guardando Jacob in quel momento. Sentivo la rabbia crescere ad una velocità sproporzionata. Cercai di concentrarmi sul volto di Edward e, come sempre, ogni brutta sensazione venne spazzata via dall’immenso amore che provavo per lui.
“Sappi però che non potrai avere rapporti di amicizia con nessuno al di fuori di noi” le ricordò Edward, spezzando il suo sorriso.
“Perché?” chiese, e la sua fronte si corrugò.
“Hai visto cosa ho combinato io, no?” tentò di farle capire con poche parole.
“Che hai combinato?” chiese Nessie stranita. Anche io ero confusa per via della sua affermazione, non capivo perché stringere “amicizia” con me si collegasse al verbo “combinare”.
“Ho rivelato tutto quello che riguarda il nostro mondo a tua madre. Beh, non proprio tutto. Gran parte del merito va a Jacob” rivelò l’arcano e poi lo indicò con il pollice.
“Ehi, nessuno ti ha costretto a frequentarla,no?” si scusò Jake. Ancora mi vergognavo di aver fatto la ruffiana con lui solo per farlo parlare. Non era stato carino da parte mia, niente affatto carino. E la cosa strana era che lui ancora non lo sapeva.
“Ci stavo arrivando” disse Renesmee, ma parve solo voler fare bella figura. Lo sguardo di Edward cadde sulle mani nuovamente allacciate di Jake e Nessie, e sembrava avere il fuoco negli occhi tanto era adirato. Ma come suo solito, rimase apparentemente calmo, tanto che nessuno dei due “piccioncini” lo notò.
“Come cavolo è possibile che tu abbia sempre ragione?” disse Nessie, lasciando la mano di Jake,il che mi diede un immenso sollievo,e dirigendosi verso il frigorifero per prendere una barretta di cereali. Il suo corpo, dopo un certo periodo di tempo, anche se maggiormente prolungato rispetto a quello umano, aveva bisogno di cibo.
“Una volta ne ero convinto anche io” disse con aria rassegnata Edward, poi si girò verso di me con il suo sorriso sghembo che adoravo. Rimanemmo così per parecchi minuti. Era uno di quei momenti perfetti, che avrebbero potuto non finire mai.
“Scusate ma… dovreste andare a scuola, ricordate? Una grande costruzione,con tante aule ...” ci ricordò Renesmee.
“Giusto” dissi sospirando. Era diventato anche per me un peso. Io ed Edward salimmo in camera da letto per cambiarci. Scelsi i primi vestiti che trovai, ovvero una camicetta bianca e il mio solito paio di jeans, poi mi girai e osservai Edward. Indossava un maglione bianco sopra dei pantaloni beige.
“Cosa c’è?” mi chiese, dato che lo stavo fissando imbambolata senza dire niente. Mi venne incontro mettendomi le braccia attorno ai fianchi.
“Sei tremendamente bello” gli sussurrai. Se fossi stata ancora umana mi sarebbe mancato il fiato.
“Papà?” urlò Nessie dal piano di sotto, così Edward non ebbe il tempo di controbattere. Mi baciò delicatamente sulle labbra,svelto, e scese le scale ancora più speditamente. Rimasi in ascolto. Mi sembrava scorretto ascoltare le conversazioni altrui, ma era anche divertente.
“Si, cos’è successo?” le chiese, con un filo di preoccupazione nella voce.
“Oggi posso guidare la mia nuova auto?”. Il mio primo pensiero fu: No!
“Da sola? Non credo che Bella gradirebbe molto” le rispose Edward. Quasi come se mi avesse letto nella mente. Come diavolo faceva a saperlo?! Forse gli avevo reso accessibili i miei pensieri senza accorgermene.
“Pensavo di accompagnarvi a scuola, se non è un problema” lo pregò Nessie.
“Certo! Sai… volevo regalare un Audi a tua madre quando era ancora umana, ma preferiva la sua natura morta” mi prese in giro Edward. Nel breve viaggio che aveva fatto nei miei pensieri, aveva capito che stavo ascoltando.
“Porta rispetto!” urlai di rimando.
“Adesso chi è che origlia…” mi rispose e sentii i suoi passi sempre più vicini a me.

Come suo solito, Alice perse tempo per vestirsi. O meglio, per scegliere come vestirsi. Non sapevo proprio come facesse a scegliere fra tutti quei vestiti, ad orientarsi in quella gigantesca cabina armadio. Io probabilmente avrei avuto una crisi di nervi e, se avessi potuto, avrei pianto per la disperazione.
“Nessie? Ti ricordi che dovevamo parlare” le chiesi, ricordandole quel particolare che non mi era sfuggito, mettendo gli ultimi libri nello zaino.
“Certo, mamma” mi disse, distratta. Era troppo impegnata a guardare Jake. Mi fece arrabbiare un po’, ma sopportai.
“Bene”.
“Nessie, non ti annoierai ad aspettarci?” le domandò Edward, mettendosi lo zaino sulla spalla sinistra.
“No, no. Viene anche Jacob con me” Ah, che sollievo fu il mio pensiero. Adesso si che andava meglio! Certo, sapevo che non le sarebbe successo niente, ma sei ore in macchina con Jake, da sola! Non sapevo se sarei riuscita ad aspettare fino alla seconda, prima di rivederla. Volevo accertarmi che Jake non combinasse guai. Guardai Edward, il suo sguardo era la copia perfetta del mio, anche se il suo era infinitamente più bello. Ci dirigemmo, a passo stentato, verso il garage, e appoggiato alla macchina vi era Jake. Quando Nessie vide l’auto, i suoi occhi cominciarono a brillare per la contentezza.
“Papà, ti adoro!” gli gridò.
“Ma cosa diavolo ci vedranno di bello! E’ solo un’auto!” sussurrai irritata. In fondo, erano solamente dei pezzi di metallo attaccati l’uno all’altro, ma pensai immediatamente che qualcun altro avrebbe potuto dire lo stesso dei libri, erano solo fogli rilegati da una copertina, no? Quindi scacciai il pensiero e cercai di accettare la loro opinione.
“Mamma… Sali!” mi riprese Nessie. Non me lo feci ripetere e saltai su timidamente. Lei era già al posto di guida, in trepida attesa di partire.
“Io sto davanti!” esclamò Alice con la sua vocetta acuta, prima di saltare rapidissima all’interno della macchina. Poi prese ad osservare tutti gli oggetti ed i gadget della macchina.
“Ok, Alice” si rassegnò mia figlia “Ma stai ferma!”. Lo sguardo di Nessie era parecchio allarmato. Alice fece un piccolo sbuffo.
“Tranquilla! Vedo già che non toccherò niente!” la rassicurò.
“Sarà meglio per te” la minacciò con il dito puntato verso Alice. Edward sembrava compiaciuto del successo che aveva scaturito l’auto.
Sui sedili posteriori eravamo in tre: io, Edward e Jake. Stavo un tantino,giusto un po’, stretta. Insomma!
Mi trovavo tra due armadi, e lo spazio non era molto! Jacob era comodamente abbandonato sul sedile mentre Edward, nonostante fosse seduto in maniera composta, occupava la sua bella parte. Io ero abbracciata a lui. La puzza di Jacob si sentiva, ed io cercavo di coprirla con il magnifico profumo di Edward.
“Tutto bene?” mi chiese Edward durante il viaggio.
“Si” mentii con un cenno di assenso. Evidentemente nessuno dei due se la bevve. Li vidi, infatti, con la coda dell’occhio, avvicinarsi ognuno allo sportello dell’auto che gli stava accanto. Allora potei respirare. Mi strinsi a Edward ancora di più. Non credevo fosse possibile.
“Nessie, hai fatto il saggio di inglese per Carlisle?” le chiesi.
“Si, mamma. L’ho fatto con Alice domenica” rispose infastidita.
“Scusa ma…” tentai.
“Si, mamma, sono cresciuta così in fretta”. Evidentemente era una dote di tutta la famiglia ormai leggermi ella mente.
Arrivammo come al solito nel parcheggio in anticipo, ma non scendemmo subito dall’auto. Jake guardava fuori dal finestrino mentre io ed Edward ci guardavamo, come spesso accadeva, negli occhi. Alice ci distrasse tutti, come sempre.
“Vogliamo entrare? La campanella è suonata!” esclamò, irritata. Fummo costretti a salutarci per entrare. La prima lezione era spagnolo, elementare ormai a mio parere, come lo era sempre stato per Edward. Entrammo in classe appena in tempo grazie alle nostre… abilità extra. Ci sistemammo nei banchi e pochi secondi dopo entrò il professore. La giornata trascorse velocemente, poiché tutte le lezioni erano facili o noiose per noi, ma niente era peggio dell’ultima ora: ginnastica. Ormai non avevo più certamente problemi di equilibrio, ma lo sport mi annoiava fortemente. Quel giorno avremmo giocato a pallavolo, una lezione decisamente seccante. Alice aspettava il suo turno saltellando sul posto, per lei era impossibile stare ferma!
“Allora … le piacerebbe stare in squadra con me, signorina?” mi chiese Edward con aria timida.
“Da quando queste formalità?” chiesi sorridente, implicando il “Certo!”.
“E dai! Stavo scherzando!” disse stringendomi fra le braccia. Dolce come sempre.
“Mi stai soffocando!” lo derisi. Ci guadagnammo una brutta occhiata dal professore, ma lo ignorammo.
“Si, certo!” mi prese in giro. Beh, un umano sicuramente ne sarebbe rimasto soffocato.
“Siamo di buon umore oggi?” chiesi quando mi lasciò andare.
“Abbastanza” rispose e mise in vista il bel sorriso sghembo. La nostra squadra vinse la partita, come se fosse stato possibile il contrario. Entrammo negli spogliatoi e ci cambiammo velocemente. Edward mi aspettava fuori dalla palestra, come sempre. Appena mi vide mi sorrise, ed io feci lo stesso.
“Andiamo?” chiese Alice impaziente, sbucata dal nulla dietro di me. Salimmo in macchina e, con mia grande gioia, Jake era messo al posto del passeggero accanto a Nessie, il che voleva dire che avrei potuto respirare nel viaggio di ritorno. Mi accorsi che Renesmee era rivolta verso il finestrino con aria piuttosto triste.
“Nessie? Tutto bene?” chiese Alice intimorita, ma soprattutto preoccupata.
“No” rispose lei acida.
“Vuoi parlarne?” domandò, tentando in una conversazione pacifica.
“No” lei fu ancora più secca di prima nel rispondere.
“Perché?” provò ancora Alice.
“Alice!” la rimproverammo io ed Edward. Fece un segno con le mani come per dire: “Sto zitta, va bene, scusa!!”e poi tutti ci sedemmo.
La strada verso casa sembrava non finire più. Non mi era mai dispiaciuto il silenzio, ma in quel momento era come se pesasse sulla mia testa. Molto pesante. Appena arrivammo, Nessie uscì dalla macchina, sbatté lo sportello con forza e andò via, dentro casa. Avevo tanta, tanta voglia di dare un pugno a Jake, così da fargliela pagare. La tentazione di picchiarlo era troppo forte, ma in fondo non volevo, così intrecciai le mie mani fra di loro e cercai di parlare con calma.
“Jacob Black! Cosa hai fatto?” gli urlai. Tentativo inutile fu il mio pensiero.
“Io? Non ne ho idea!” cercò di giustificarsi.
“Mia figlia non stava bene!” gli rammentai, nel caso gli fosse sfuggito.
“Io non ho fatto niente! Te lo giuro! Stavamo parlando della scuola e di Forks, poi è squillato il mio telefono e dopo non mi ha parlato più” disse stringendosi nelle spalle. Se aveva ragione, ma avevo dei forti dubbi su questo, era Renesmee che esagerava.
“Chi era al telefono?” chiesi, stavolta un po’ più calma. Strano che Edward non fosse ancora intervenuto. A quel punto vidi anche Alice uscire dalla macchina, per buona educazione, e sparire dentro casa.
“Rachel, mia sorella. Te la ricordi, no?” mi spiegò Jake, innocente.
“Si, certo” tagliai corto “E cosa ha detto? Esattamente.” lo minacciai, cercando di rimanere tranquilla. Penso che il mio sguardo non fosse molto amichevole in quel momento, perché lo vidi indietreggiare impercettibilmente verso la porta del garage.
“Beh, ho detto: - Ciao Rachel! Come stai? Mi manchi molto - Lei mi ha raccontato di Billy e dei suoi due figli, neanche per molto tempo, poi le ho detto: - Ti voglio bene. Ciao -. Qui è finito tutto. Ti giuro che non capisco…” non lo feci finire, presa da un’illuminazione.
“Credo di aver capito. Scusatemi” e saltai fuori dall’auto. Vidi Edward seguirmi, ma poi rimanere in cucina mentre io salivo le scale. Ecco, per quanto tempo l’avevo lasciata da sola con lui, Nessie?! Poco, pochissimo tempo. Eppure era riuscito, in un modo o nell’altro, a farla soffrire. Camminavo lentamente, in modo da digerire meglio la notizia. Ragiona, Bella pensavo tra me e me Jake non ha ancora notato quello che Nessie prova per lui. E poi, era sua sorella! È normale per lui, come per qualsiasi altro fratello lo sarebbe, dirle “mi manchi”, “ti voglio bene” o cose del genere, no?. Ma Nessie aveva frainteso. Ero ferma di fronte alla porta della camera di mia figlia, con una mano sulla maniglia e l’altra sul collo. Cercavo le parole giuste. Avevo la strana,ma falsa, sensazione di non riuscire più a respirare. Bussai due volte, ma nessuno mi rispose. Nessun rumore proveniva dall’altro capo della porta. Decisi di entrare ugualmente, avevo bisogno di chiarire con lei.
“Immagino che tu non abbia voglia di parlare, ho indovinato?” domandai, ma non ottenni risposta. Nessie era rannicchiata sulla sedia a dondolo che stava di fronte alla finestra, con le ginocchia al petto.
“Così ho pensato che avresti almeno potuto ascoltarmi” proposi. Non rispose, ma io continuai decisa per la mia strada. Mi sedetti sul letto a gambe incrociate e cominciai a parlarle gesticolando.
“Nessie, da quello che ho capito, correggimi se sbaglio, ti piace Jake.Starai sicuramente pensando: “non lo merito”, “come potrei mai piacergli?”, “io sono una normale persona e lui è il ragazzo migliore che esista al mondo” oppure…” venni interrotta.
“Come fai tu a saperlo?!” di scattò, agile come un felino, si alzò dalla sedia, e si mise a camminare avanti e indietro dal comodino all’armadio, con passo frenetico. Mi scappò un sorrisetto.
“Beh, è la stessa cosa che pensai io quando mi presi una cotta per Edward. Più che cotta direi, colpo di fulmine. Più o meno è la stessa cosa che…” mi bloccai all’stante, pensando a quanto fossi stupida. Va bene Bella, vuoi dare una mano a tua figlia , va bene, davvero! Ma non puoi spiegarle che Jacob ha avuto l’imprinting con lei a qualche minuto dalla sua nascita! pensai.
“Che?” chiese Nessie, incoraggiandomi a parlare. Che le avrei detto? Optai per un: “Niente, niente” che non la convinse affatto.
“Mamma!” mi si avvicinò.
“Va bene, va bene” dissi rapida. Pensai di dirle la verità… ma cambiai immediatamente idea. Sarebbe stato un grandissimo sbaglio.
“… è capitata a tutti in questa casa, che quindi sarebbe normale per te” inventai un finale.
“Perché non volevi dirmelo?” mi chiese ancora sospettosa, con in pugni sui fianchi. Se in quel momento fosse entrato Emmett sarebbe certamente scoppiato a ridere.
“Non era importante” cercai di mentire con disinvoltura e Renesmee non si accorse di niente. Si gettò a terra, però, tornando depressa.
“Ok” disse “Comunque resta il fatto che io rimango sempre una normale persona, banale e stupida al suo confronto, e che non potrà mai piacergli e che non merita un ragazzo come Jacob” si confidò. Mi scappò una risatina, perché mi parve di rivedere me tempo prima.
“Perché ridi?” chiese, facendo l’incompresa. Risposi di getto: “Mi fai ridere tu” e continuai a sghignazzare. Pensando che Emmett lo faceva tutto il giorno…
“Ah, adesso sono anche un pagliaccio?” esclamò, tirandosi su. Non le risposi. Lei non aveva capito, ed era meglio così. Almeno stava sorridendo e sembrava un po’ più su di morale. Presto avrebbe affrontato di petto Jake. Mi alzai dal letto continuando a ridere. Era incredibile quanto noi due fossimo simili.

by Bella e Victoria <3

26 commenti:

  1. sn anonimo la ragazza k l'altra volta ha lasciato la critica sl k ho cambiato nome. devo dire k questo capitolo mi piace molto di più dell'altro, continuate così.

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  2. heyy complimenti x endless night è davvero trpp carinoooo...=) mi sta iniziando ad appassionare... ma qst capitolo lo avevate già messo la volta scorsa.. cm mai??

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  3. heyy ciaoo... è la seconda volta ke entro in qst blog dedicato alla mia saga preferita.... devo dire k mi piacee!!=) e anche Endless night è trooppo bello... mi sta appassionando=) ma qst capitolo ke avete pubblicato oggi, non era già stato pubblicato??????

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  4. stupendooooooooooo come il primo capitolo del resto... posso fare una domanda? quando publicherete il 3 capitolo? IO LO DEVO LEGGERE!! mi piace troppo!!! xD morsetti e ululatiiii

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  5. sisi...era già stato pubblicato...xò non era completo...XD...
    x anonimo:pubblicheremo il 3o capitolo il 5...e con lui pubblicheremo anche l'immagine x endless night che avremo selezionato. mi raccomando inviatene anke voi!!!potete inviarle qui: tea__96@hotmail.it (con 2 trattini)
    GRAZIE A TUTTE!!!
    BACI
    Bella

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  6. grazie, siete tutti fantasticiiiiiiiiii!!!

    vic (ammin.)

    ps: bella ricordati firma xD

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  7. valentina_cullen31 marzo 2010 20:44

    una sola parola : MERAVIGLIOSO ..... bravissime ... più o meno sapete già quanti capitoli fare ?

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Fantasticoooooooooo!!!!! è anke questo bellissimo!!!!!!!!!! A quando il tre?????????

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  10. ciao ragazze!!!Più o meno ne faremo una ventina penso...se non di + XD...il terzo lo avrete lunedì 5...con l'immagine di endless night che ti avrete inviato voi!!!
    Baci
    Bella

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  11. ragazze devo farvi una domanda: xk questo libro lo avete kiamato "endless night"?

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  12. ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh che bello che belloooooo finalmente riesco a leggerlo!!!! grazie mille staff!!! è stupendo!!!!

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  13. grazie a tutte!!!lo abbiamo kimato endless night perchè Bella ormai è una vampira...la sua vita ormai è una notte infinita...perchè non può esporsi al sole.
    Baci
    Bella

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  14. Complimenti, proprio carino! Questo blog mi piace ogni giorno di più! Buona serata. Sara

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  15. Grazie sarah!!!continua a seguirci mi raccomando!!!

    Baci
    Bella(ammin)

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  16. Buonasera ragazze! Certo che continuerò a seguirvi. Vorrei anche condividere con voi qualcosa che ho scritto, ma da vera imbranata non saprei come fare ad inviarvi il materiale. Mi volete aiutare. Grazie mille. Sara

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  17. Certo...allora...tu hai msn o la mail?puoi inviare qui il tuo materiale:
    tea__96@hotmail.it (con due trattini XD)

    Baci
    Bella (ammin.)

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  18. Grazie mille lo faccio subito.
    Bacio.

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  19. ragazze è assolutamente FAVOLOSO
    continuate cosi.....BRAVEEEEEE
    un bacione da Mires

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  20. ragazze è stupendo....
    continuate cosi....un kisssss da Mires

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  21. GRAZIE MIRES!!!
    troppo buone!!!
    un bacio a tutte!
    Bella (ammin.)

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  22. ohi !!!! ragaaaa!!! qnd esce il terzo?!?! lo sto aspettando cn ansia!!!! cmq è bellissimo complimentiii!!!!!!!!!debby

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  23. ciao debby... come avrai già letto (forse) abbiamo qualke problemino... non sai quanto ci sto male io a non poter pubblicare... dovete pazientare ancora poco ve lo prometto.
    oggi il pc mi torna dalla riparazione e recupererò il capitolo =)

    Vic (ammin.)

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  24. salve sono sonia devo dire ke avete avuto una bella idea e vi seguo xkè ho visto il vostro link sul sito di coming soon...cmq se posso permettermi volevo dirvi ke state migliorando perchè sinceramente il primo capitolo mancava un pò di spiegazioni tipo come mai jacob era con loro e abbia abbandonato il suo branco(anche se ki l'ha letto sa dell'imprinting nn fa male a nessuno dare spiegazioni in più :P)...manca un pò di pathos tra ed&bell ma se continuate così va bene perchè state davvero andando bene x non essere scrittrici professioniste...complimenti e brave per farci sognare ancora ;)

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  25. grazie sonia!purtroppo non siamo brave quanto stephenie...ma ci stiamo provando...XD
    Bealla

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